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Più libri più liberi diventa maggiorenne. Intervista ad Annamaria Malato

8 novembre 2019

«Più libri più liberi giunge quest’anno alla sua diciottesima edizione. È una data simbolica nella vita dell’uomo, rappresenta la maggiore età. Ecco, mi piace pensare che anche la nostra manifestazione abbia usato ciascuno di questi anni per crescere e rafforzarsi, e oggi credo sia riconosciuta a livello europeo come il più importante momento dedicato alla piccola e media editoria». Con queste parole Annamaria Malato, presidente di Più libri più liberi, sottolinea l’importante traguardo raggiunto quest’anno dalla fiera organizzata dal 2002 dall’Associazione Italiana Editori e che dal 2016 partecipa ad Aldus, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa. L’appuntamento è dal 4 all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, per cinque giorni dedicati alla ricchezza della produzione della piccola e media editoria italiana. Dalla sua prima edizione, Più libri più liberi si è affermata come un reale incubatore per il settore: un luogo privilegiato di scambio e confronto tra gli editori, gli autori, i lettori e le diverse realtà attive nel mondo del libro. «Proprio per questo motivo – continua Malato – la fiera continua a essere attrattiva verso chi ancora non ha trovato, per motivi di spazio, la possibilità di esporre. Novità di quest’anno, per esempio, è la presenza di Adelphi, marchio storico della cultura italiana. Sul piano della comunicazione abbiamo inserito poi una novità rilevante: da quest’anno Plpl si dota di una radio, che trasmetterà sui social in diretta contenuti, interviste, affidate a uno speaker davvero di eccezione».

Il tema dell’edizione di quest’anno è “I confini dell’Europa”. Come si tradurrà dal punto di vista del programma?

Un traguardo per noi così importante, non poteva che essere celebrato con la scelta di un tema altrettanto significativo: l’Europa. Un argomento cruciale – per il nostro presente e per gli anni che ci attendono – da affrontare non attraverso speculazioni teoriche ma tramite discussioni aperte, dove confrontarsi su questioni fondamentali come l’identità, il dialogo, i valori. Ma anche gli assetti geopolitici, la democrazia e i diritti civili. Che cos’è l’Europa? E, soprattutto, quale sarà l’Europa di domani? Una fortezza difesa da muri e filo spinato o un luogo meticcio, fondato sul confronto e sull’accoglienza? In un momento storico particolarmente delicato – di grande passaggio e trasformazione culturale e politica – questo straordinario cantiere comune che è l’Unione europea ci chiama a immaginare quale futuro desideriamo per noi stessi e per il continente. A questa chiamata, oggi più che mai urgente, proveremo a rispondere a Più libri più liberi.

L’identità grafica della fiera è stata affidata a Emi Ligabue. Quali sono le motivazioni di questa scelta?

La magia del luogo che ci ospita, la Nuvola dell’Eur, rimane per noi un asset fondamentale. Quest’anno è stato scelto di interpretarla graficamente grazie alla straordinaria professionalità di Emi Ligabue, coniugando l’eterea struttura progettata dallo Studio Fuksas, con il piacere della lettura. Da questo presupposto è nata l’idea di isolare il cuore dell’edificio – la Nuvola, appunto – saturando lo spazio circostante con un blu denso e avvolgente, che ricorda le distese marine o la profondità del cielo. In questa grande campitura si staglia, in giallo, una figura umana stilizzata che si tuffa nel blu con un libro, a simboleggiare l’immersione totale nella lettura.

Ci sono novità anche dal punto di vista dei rapporti internazionali?

La vocazione internazionale, che una grande fiera del libro come la nostra deve avere, volta a sostenere e incrementare i rapporti dell’editoria indipendente italiana con i colleghi stranieri, cresce ogni anno: il Rights Centre ospiterà in dicembre ben 38 editori e agenti letterari stranieri che incontreranno i nostri espositori, la cui provenienza valica i confini continentali. Ospiteremo anche editori americani, canadesi e brasiliani. Il Fellowship Program, che consente a otto di loro di dedicare due intere giornate all’approfondimento dell’editoria romana, sarà dedicato alla narrativa. I nostri ospiti nei due giorni precedenti l’inizio della manifestazione visiteranno cinque case editrici romane e alcune librerie della capitale.
Particolare attenzione quest’anno verrà dedicata, all’interno del programma professionale, al mercato francese, con focus settoriale per preparare i colleghi al grande appuntamento del 2021 quando il mondo del libro italiano si trasferirà a Parigi come ospite d’onore della fiera Livre Paris. Infine tutta la manifestazione avrà un respiro più ampio rispetto alla prospettiva italiana considerato il tema europeo dell’edizione: apriremo il 4 dicembre con un interessante dibattito tra esponenti di spicco del panorama editoriale europeo sul ruolo degli editori moderni nella costruzione dell’identità europea.

Qualche anticipazione dal punto di vista degli eventi del programma?

Il 20 novembre si svolgerà la conferenza stampa nella quale presenteremo un ricchissimo e articolato programma. Posso anticipare che ci saranno anche quest’anno grandi autori internazionali, come Charles Brandt autore del bellissimo libro, The Irishman, da cui è stato tratto il film di Martin Scorsese recentemente presentato alla Festa del Cinema di Roma.
Un incontro cui teniamo molto è quello dedicato a Liliana Segre, cui mai come ora vogliamo far sentire il sostegno e la partecipazione alla sua battaglia contro il linguaggio dell’odio.
Poi, insieme alla casa editrice Sellerio, dedicheremo un ricordo ad Andrea Camilleri, che con la sua presenza tanto ha dato in questi diciotto anni alla nostra fiera…

 

di Antonio Lolli


Questo è un articolo della newsletter di Più libri più liberi a cura del Giornale della Libreria, per consultarla clicca qui.

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