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Fellowship Program. Dodici anni di internazionalizzazione

24 novembre 2016

Con l’edizione 2016, saranno dodici anni che il Fellowship Program costituisce parte integrante di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che anche quest’anno si prepara ad animare le geometrie del Palazzo dei Congressi di Roma (7-11 dicembre). Realizzato in collaborazione con ICE Agenzia e Regione Lazio – Lazio Innova, il progetto si propone di offrire – agli editori stranieri in cerca di autori e libri italiani da introdurre ai rispettivi pubblici nazionali – un’ampia panoramica sulle più promettenti tra le medie e piccole case editrici indipendenti presenti in fiera. Il Fellowship Program, insomma, interpreta il profilo più internazionale di Più libri, quello più aperto al contatto con l’editoria globale e interessato a entrare in comunicazione con i suoi attori. Ed è proprio in questo spirito che, quest’anno, il progetto è stato organizzato con il sostegno di Aldus, la rete europea delle Fiere del Libro coordinata da Aie e co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa che mira a favorire l’internazionalizzazione delle imprese editoriali, l’aumento delle traduzioni e la formazione dei professionisti del settore, con particolare riferimento alle sfide del digitale.

Mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre, editori e redattori stranieri, agenti letterari (dei quali abbiamo già raccontato il punto di vista sulla fiera) e professionisti interessati all’acquisizione di diritti di traduzione ed edizione incontreranno gli operatori italiani nella sala Aldus Fellowship Program, e avranno la possibilità di stabilire momenti di confronto privati secondo un calendario d’incontri accuratamente definito nei mesi precedenti (le iscrizioni per la dodicesima edizione sono ormai chiuse, ma è possibile ottenere maggiori informazioni scrivendo a rights@plpl.it). La partecipazione è aperta a editori stranieri e agenti letterari interessati a esplorare la piccola e media editoria del nostro Paese al fine di stabilire contatti e avviare negoziazioni con editori italiani, con lo scopo di riproporne opere e autori fuori dai confini nazionali. Assecondando così quella tendenza alla valorizzazione del Made in Italy (anche letterario) che negli ultimi anni ha riverberato effetti positivi anche sul nostro settore, soprattutto riguardo alla narrativa.

Paula Canal, foreign rights manager per la spagnola Editorial Anagrama, a margine di una delle scorse edizioni del Fellowship, spiegava come ad interessarla maggiormente della produzione editoriale italiana fosse la fiction, e come Più libri più liberi (e lo spazio che specificamente dedicava all’internazionalizzazione) rappresentasse l’ambiente ideale per scovare vere gemme nei cataloghi di editori vivacissimi e brillanti, ma impossibilitati ad affrontare le fiere maggiori, come quelle di Londra o Francoforte. L’anno successivo le faceva eco Sonia Draga dell’omonima casa editrice, che ha portato in Polonia Margaret Mazzantini, Davide Enia, Roberto Saviano e tanti altri autori italiani. Ad affascinarla della piccola e media editoria «in mostra» al Palazzo dei Congressi era soprattutto la vivacità e la varietà di proposte e di vedute manifestate dai professionisti che aveva avuto la possibilità di incontrare.

Un programma, quello del Fellowship che, pur legato ad un format ormai rodato, si sta evolvendo. E se nel 2013 ha offerto la possibilità a 41 espositori italiani di confrontarsi – in circa 300 incontri b2b – con 16 operatori stranieri (dalla Francia alla Cina, passando per Georgia, Ungheria, Libano, Lituania, Portogallo, Spagna, Olanda, Turchia e Regno Unito); l’anno successivo, alla delegazione di 25 editori stranieri provenienti da Europa, Canada, Brasile e Usa (Paese Focus per il 2014), aggiungeva quella dei giornalisti delle testate estere di settore, venuti a conoscere l’eccellenza dell’editoria indipendente italiana per poterne poi parlare, con cognizione, in patria.
Il Fellowship Program 2015 ha visto la partecipazione di 15 delegati stranieri, tra editori e agenti letterari, potenzialmente interessati a tradurre e proporre nel proprio Paese opere di autori italiani pubblicati dagli espositori di Più libri: Arka Publishing dalla Bulgaria, Kalima Foundation dagli Emirati Arabi, Editions Denoel, La Decouverte ed Editions Perrin dalla Francia, Mundt Agency, DVA-Deutsche Verlags Anstalt e Hanser Literautureverlage dalla Germania, Forlagid dall’Islanda, Antigona Editores Refractarios dal Portogallo, Libros del Zorro, Ediciones Obelisco e Ediciones Evohè dalla Spagna, Betuteszta dall’Ungheria. 30 editori italiani hanno colto l’opportunità, e in totale più di 200 appuntamenti b2b sono stati fissati.

E quest’anno? Agli appuntamenti con i quindici protagonisti dell’editoria internazionale che incontreranno le eccellenze della piccola e media editoria italiana si aggiungono una serie di incontri, appartenenti al programma professionale a cura dell’Ufficio studi Aie, dedicati a loro volta all’internazionalizzazione e all’impatto che ha avuto sulle geografie editoriali del nostro Paese.

Alessandra Rotondo


Questo è un articolo della newsletter di Più libri più liberi a cura del Giornale della Libreria, per consultarla clicca qui.

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