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Emons: «Ogni audiolibro è un atto d’amore»

20 luglio 2018

Emons nasce nella seconda metà del 2007 dal lavoro di un piccolo gruppo di soci tedeschi e italiani. «Volevamo aprire, per la prima volta in Italia, una casa editrice di soli audiolibri – racconta il direttore editoriale Sergio Polimene – ispirandoci alla Germania, dove da vent’anni il mercato dell’audio è in crescita: il maggiore in Europa». Non che mancassero, da noi, piccole realtà che esploravano questo tipo di produzione. «Ma lavoravano in prevalenza con opere fuori diritti. Mentre Emons nasce con un progetto diverso e ambizioso: quello di far leggere a gradi autori italiani i loro best seller». Su questa scia arrivano, nel novembre 2007, i primi due titoli: Testimone inconsapevole letto da Gianrico Carofiglio e Caos calmo letto da Sandro Veronesi. E poi Mazzucco, Vitali, Murgia… Fino all’insorgere di una nuova esigenza, una nuova direttrice: «Ispirati dalle vecchie audio fiabe, abbiamo cominciare a esplorare un altro mercato che giudicavamo promettente: quello dei bambini e dei ragazzi». Il battesimo è avvenuto con un grande classico, Pippi Calzelunghe, affidato alla voce di Marina Massironi.

«I lettori ci chiedevano sempre di più e i best seller italiani letti dai loro autori hanno cominciato a non bastarci. Così abbiamo ampliato lo spettro delle nostre pubblicazioni ai best seller internazionali e ai grandi classici, con le voci – ovviamente – non più degli autori, ma di grandi attori italiani». Sono nati progetti come Orgoglio e pregiudizio letto da Paola Cortellesi, L’eleganza del riccio con Alba Rohrwacher nella parte della bambina e Anna Bonaiuto in quella della portinaia: «È con queste produzioni che abbiamo cominciato a imporci sul mercato. Un mercato che, in una prima fase della nostra storia imprenditoriale, coincideva esattamente con quello tradizionale della libreria». Intanto siamo alle soglie del 2010, i riproduttori mp3 hanno fatto la loro comparsa da una decina d’anni così come gli iPod di casa Apple, e l’abitudine degli utenti ad ascoltare in formati digitali è ormai matura. «A due anni dalla nascita della casa editrice abbiamo creato il nostro e-commerce, dove abbiamo cominciato a rendere disponibili per il download gli audiolibri che produciamo. Subito dopo, diversi portali di contenuti audio hanno cominciato a chiederci di distribuire il nostro catalogo: sia piattaforme come iTunes che distributori nazionali come Il Narratore. Una dinamica che ha potenziato in maniera sostanziale il nostro impatto online».

Intanto, accanto alla produzione Emons – per la quale la casa editrice acquista i diritti audio dei libri che intende pubblicare e procede autonomamente – nascono, negli anni, interessanti progetti di coedizione rispetto ai titoli più rappresentativi di varie case editrici indipendenti. «Un’operazione vantaggiosa e interessante sia per noi che per loro. Da un lato, perché Emons non sempre riesce a pubblicare, da sola, tutto quello che vorrebbe; dall’altro perché gli editori con cui collaboriamo sono contenti di partecipare al processo che restituisce “i loro figli” a un altro formato, allargando il pubblico potenziale dei fruitori di quella storia». In questo caso, le scelte vengono prese in comune: dal lettore, alla copertina, alla strategia distributiva: «Addirittura, qualche volta questo prevede che l’audiolibro fisico venga distribuito dal coeditore e non da noi, com’è successo con NN Editore per la trilogia di Kent Haruf. E anche la partnership che abbiamo inaugurato quest’anno con la casa editrice E/O segue la stessa dinamica di distribuzione».

Se all’inizio Emons pubblicava 10, 12 titoli l’anno, adesso ha superato la soglia dei 30 e alla fine del 2018 il suo catalogo conterà più di 300 titoli. «Nel 2016 le cose sono esplose con l’arrivo di Audible in Italia, che ha contribuito in maniera fondamentale ad aprire un mercato ormai pronto, preparato anche dal lungo lavoro di penetrazione che abbiamo condotto nel corso di questi dieci anni. Con la piattaforma abbiamo fatto subito un accordo di distribuzione che ha coinvolto la gran parte della nostra produzione. E i risultati non si sono fatti attendere: il fatturato proveniente dagli audiolibri digitali è più che raddoppiato, passando dal 15 al 40% del totale».

Eppure, sorprendentemente, per la casa editrice non si estingue la crescita del fisico, che continua a rappresentare la “porta d’accesso” agli audiobook per i target meno giovani. «Quella che si è attivata è una dinamica di “ricambio” che ha permesso all’audiolibro CD di non essere cannibalizzato dal digitale, almeno fino a oggi. L’utente lo incontra in libreria, comincia a fruirlo, si appassiona a questo tipo di consumo e poi prosegue in digitale: e così di trimestre in trimestre, con lettori sempre nuovi». A crescere consistentemente, però, è l’ascolto sui device mobili, non tanto il «digitale in quanto tale», un tipo di consumo riconducibile al pubblico più giovane, informato e tecnologizzato, il cui panorama di fruizione è tutto articolato attorno alla centralità dello smartphone.

Fisico o digitale, come nasce un audiolibro? «Tutto parte da una riunione di redazione molto animata» racconta Polimene. «Quando acquisiamo i diritti audio di un libro che vogliamo pubblicare, il passo immediatamente successivo è scegliere un lettore che sia vicino al testo. Ma talvolta è l’attore stesso a indicarci un titolo che gli piacerebbe leggere, e sono suggerimenti che prendiamo sempre in gran considerazione, perché il valore aggiunto dei nostri prodotti è proprio il rapporto tra il testo e il lettore: i nostri audiolibri sono quasi tutti un atto d’amore». La lavorazione procede con ritmi e azioni che ricordano quella cinematografica. Prima che il lettore vada in sala di registrazione si discute del tono da dare al libro e  durante la registrazione viene costantemente supportato dal regista, che lo accompagna nell’interpretazione. «Quello che chiediamo, di solito, è una lettura che faccia emergere il testo, evitando eccessive personalizzazioni». Il registrato passa poi in post-produzione, dove i tecnici puliscono il suono e procedono al montaggio: «Poi finalmente il master è pronto per essere mandato in fabbrica e duplicato, oppure inviato ai canali di distribuzione digitale».

Il futuro? «Le nuove tendenze puntano oltre l’audiobook classico». Così, in maniera non dissimile rispetto a quanto succede abitualmente negli Stati Uniti, in Inghilterra o in Germania, la frontiera sono i podcast, le produzioni audio originali: inchieste giornalistiche, cuochi che raccontano le loro ricette, pillole comiche, audiodrammi, sceneggiati à la Netflix. «Anche noi, durante questo 2018, usciremo con un paio di serie. Naturalmente in stile Emons: grandi narrazioni affidate a grandi lettori».


Questo è un articolo della newsletter di Più libri più liberi a cura del Giornale della Libreria, per consultarla clicca qui.

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